Certificato di sicurezza - Ivo Baffigi Perito Navale

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Certificato di sicurezza

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CERTIFICAZIONI NAUTICHE OBBLIGATORIE (Italia ed Estero)
Per cantieri, rimessaggi, associazioni di categoria e agenzie nautiche, oltre che per possessori di barche > 10 mt.:
  • Certificazione CE Unità da diporto e loro componenti
  • Rilascio certificato di sicurezza (obbligatorio per barche > 10 mt.)
  • Rinnovo certificato di sicurezza (ogni 5 anni per barche > 10 mt.)
  • Convalida Certificato di sicurezza (in seguito ad eventi straordinari)
Anche per società di Charter e noleggi barche con conducente, oltre che per possessori di barche > 10 mt.:
  • Rilascio certificato di idoneità al noleggio (per barche con conducente)
  • Rinnovo certificato di idoneità al noleggio – rinnovo triennale
  • Convalida certificato di idoneità al noleggio (in seguito ad eventi straordinari)


Tutte le unità da diporto devono avere il certificato di sicurezza, ovvero un certificato che attesti che l'unità risponde alle direttive del regolamento  di sicurezza a seconda della categoria di omologazione.

Qui di seguito ricordiamo le categorie di omologazione:
Categoria A: Senza alcun limite
Categoria B: Con vento fino a forza 8 e onde di altezza fino a 4  mt
Categoria C: Con vento fino a forza 6 e onde di altezza fino a 2 mt
Categoria D: In acque protette, con vento fino a forza 4 e onde fino a 0,5 mt

Direttiva 94/25/CE

Il certificato di sicurezza è rilasciato dall'autorità marittima  o da quella della navigazione in acque interne (motorizzazione civile) sulla base di una documentazione tecnica rilasciata da un organismo certificatore legalmente riconosciuto (R.I.N.A. - Istituto Giordano e altri). Il primo rilascio avviene in modo  automatico all'atto dell'immatricolazione del mezzo, i successivi rinnovi vanno effettuati dal proprietario della barca che dovrà contattare un istituto certificatore e chiedere che gli venga mandato un tecnico che, una volta visitata la barca, rilascerà  il nuovo certificato.
Gli estremi del certificato vanno riportati sulla licenza di navigazione.

Il primo rinnovo deve essere fatto secondo le scadenze:
Unità CE categoria A e B: dopo 8 anni
Unità CE categoria  C e D: dopo 10 anni
Unità non CE, abilitate senza limite dalla costa: dopo 8 anni
Unità non CE, abilitate entro le 6 miglia dalla costa: dopo 10 anni

La tabella soprariportata si riferisce al rinnovo  dopo la prima immatricolazione.

I rinnovi successivi per ogni categoria di unità avviene ogni 5 anni.

Visite occasionali
Nel caso in cui l'unità abbia subito gravi avarie o siano state apportate innovazioni o abbia  subito mutamenti alle caratteristiche tecniche di costruzione non essenziali, il certificato di sicurezza deve essere sottoposto a convalida.

ALTRE CERTIFICAZIONI DI SICUREZZA


Verifica per dell'attestazione ai fini del rilascio del Certificato di sicurezza
Per le immatricolazioni di unità soggette alla legge 50/71 oppure munite di certificazione CE

Convalida del certificato di sicurezza
E' richiesto dall'Autorità Marittima a seguito di Denuncia di Evento Straordinario in caso di evento marittimo.
Se nel corso della navigazione o durante la sosta in porto si sono verificati eventi straordinari relativi all'unità da diporto o alle persone a bordo, il comandante dell'unità da diporto deve farne denuncia all'autorità marittima o consolare entro 3 giorni dall'arrivo in porto o, se l'evento è accaduto in porto, entro 3 giorni dall'avvenimento. In caso di danni a persone il termine è di 1 giorno.

Certificazione di cambio motore
Obbligatoria in caso di sostituzione dell'apparato motore e necessaria per l'aggiornamento della licenza di navigazione.

Estensione della navigazione
Per i natanti che vogliono estendere i limiti di navigazione da entro 6 miglia ad oltre 6 miglia dalla costa (solo per le unità soggette alla legge 50/71)


 
Le visite necessarie al rilascio dei certificati di sicurezza per la navigazione e, per le unità dedicate al noleggio, dell’apposita dichiarazione di idoneità. Quando e come sottoporre la barca alla verifica    


un argomento da tenere sempre in considerazione è quello relativo, in generale, alle norme di sicurezza e, più in particolare, alle visite e ai controlli ai quali devono essere sottoposte le unità da diporto per essere poste in navigazione e, successivamente, per mantenere l’abilitazione. Il tema è considerato ora nel Regolamento di attuazione del Codice della nautica da diporto, in una serie di norme molto dense di contenuti, che cercheremo in questa sede di indicare sinteticamente o di richiamare per un successivo approfondimento del lettore. In via generale, il Regolamento considera tre diverse categorie, a cui corrisponde un diverso trattamento: 1) natanti e imbarcazioni (art. 48 e ss.); 2) navi da diporto (art. 61 e ss.); 3) unità da diporto adibite ad attività di noleggio (art. 78 e ss.). La prima categoria comprende le unità con scafo di lunghezza compresa tra i 2,5 e i 24 metri, munite di marcatura CE, e le imbarcazioni e i natanti privi di marcatura CE. Sono quindi stabilite le condizioni per ottenere il certificato di sicurezza (art. 50), documento che attesta la rispondenza dell’unità da diporto alle disposizioni in materia di sicurezza. Questo è rilasciato dall’ufficio d’iscrizione dell’unità, all’atto della prima iscrizione nel registro delle imbarcazioni da diporto, e si rinnova di diritto ogni cinque anni, a seguito di un’attestazione di idoneità da parte di un organismo tecnico, scelto dal proprietario dell’unità o dal suo legale rappresentante. L’organismo tecnico esegue la visita per il rinnovo, secondo le modalità individuate nel Regolamento (art. 57). In particolare, il certificato di sicurezza è convalidato, in sede di rinnovo, sulla base di un’attestazione di idoneità comprovante la permanenza dei requisiti in base ai quali il certificato è stato rilasciato. L’organismo tecnico che ha effettuato la visita periodica di rinnovo annota sul certificato l’esito della visita nonché gli estremi dell’attestazione rilasciata e trasmette all’autorità marittima copia del certificato annotato e dell’attestazione di idoneità rilasciata al proprietario. Vale la pena ricordare che il certificato di sicurezza delle unità da diporto, in caso di primo rilascio, è valido per otto o dieci anni, a seconda della categoria di progettazione (otto per A e B; dieci per le unità C e D). La visita per la convalida del certificato di sicurezza è altresì necessaria quando l’unità abbia subito «gravi avarie o siano state apportate innovazioni o abbia subito mutamenti alle caratteristiche tecniche di costruzione non essenziali» (art. 51). Se, invece, le innovazioni apportate all’apparato di propulsione o alle altre caratteristiche tecniche dell’unità siano «tali da far venire meno i requisiti essenziali in base ai quali è stato rilasciato il certificato di sicurezza», questo perde di validità e quindi sarà necessario richiederne uno nuovo. In ogni caso, l’autorità marittima può sempre disporre che l’unità sia sottoposta alla procedura di convalida «qualora ritenga che siano venute meno le condizioni che hanno consentito il rilascio del certificato di sicurezza» dell’unità da diporto. Infatti, grava sempre sul proprietario dell’imbarcazione l’obbligo di mantenerla «in buone condizioni di uso» e di provvedere «alla sua manutenzione per quanto attiene allo scafo, all’apparato motore, all’impianto elettrico e alla protezione contro gli incendi, nonché alla sostituzione delle apparecchiature, dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza che presentino deterioramento o deficienze tali da comprometterne l’efficienza» (art. 52). Anche per quanto concerne la seconda categoria delle navi da diporto, il Regolamento prevede una serie di visite (art. 62): quella iniziale, prima dell’entrata in esercizio; le visite periodiche, alla scadenza del periodo di validità del certificato di sicurezza e quelle occasionali, quando se ne verifichi la necessità. La visita iniziale consiste in un’ispezione completa della struttura, delle macchine, del materiale d’armamento nonché un’ispezione a secco della carena. Bisogna accertare, inoltre, che le installazioni elettriche, i mezzi di salvataggio, le dotazioni e i di-spositivi antincendio e i mezzi di segnalazione siano conformi alle prescrizioni del Regolamento. Le disposizioni di riferimento relative «alle sistemazioni, alle caratteristiche dei materiali, ai dimensionamenti delle strutture nonché alla compartimentazione, alla stabilità, all’armamento e alla lavorazione di tutte le parti della nave» sono invece contenute nei vari regolamenti tecnici degli organismi che compiono le verifiche. Le visite periodiche sono effettuate dopo otto anni dall’immatricolazione e, successivamente, ogni cinque anni dal rinnovo. Per quelle occasionali si applicano i medesimi principi già previsti per la prima categoria, in relazione a eventuali gravi avarie subite o notevoli mutamenti apportati alla nave (art. 65), fatto salvo sempre il potere dell’autorità marittima di disporre la visita quando lo ritenga necessario. Si segnala che per le navi è necessaria la visita anche qualora si sia realizzato un periodo di disarmo di durata superiore a un anno (art. 66). Il Regolamento prevede quindi una distinzione (art. 68) tra le «deficienze e inconvenienti temporaneamente tollerabili», eventualmente riscontrate nel corso della visita, per le quali può essere fissato un termine per la loro eliminazione e le inosservanze più gravi, relative a violazioni degli articoli 72 – 76 del Regolamento, per le quali il certificato di sicurezza non può essere rilasciato, rinnovato o convalidato. Norme regolamentari specifiche sono invece stabilite per la terza categoria, relativa alle unità destinate al noleggio, alle quali si rinvia (art. 78 e ss.): è previsto il rilascio di uno specifico «certificato di idoneità al noleggio», che deve essere rinnovato ogni tre anni, a seguito di verifiche peculiari in relazione alla natura dell’attività svolta.  


Il certificato di sicurezza ha una validità di 10 anni, per le unità nuove, marcate CE, delle categorie C e D e per quelle costruite in base alla ex legge 50/1971, abilitate alla navigazione fino a 6 miglia dalla costa, mentre per le unità CE, delle categorie A e B e per quelle costruite con i criteri stabiliti dalla citata legge 50/1971, abilitate alla navigazione senza limite, la validità del certificato è invece di 8 anni. Per entrambe le tipologie di unità le visite periodiche devono essere effettuate ogni 5 anni, salvo le visite occasionali, nei casi di sinistri, gravi avarie, cambio del motore, ecc.
Secondo le previsioni del regolamento, l’ufficio di iscrizione dovrebbe ora provvedere alla sostituzione del vecchio certificato di sicurezza con il nuovo modello regolamentare, ma la Direzione Generale per il Trasporto Marittimo, Lacuale e Fluviale, con circolare n. 4386 dell’11 marzo 2009, allo scopo di evitare sovraccarichi di lavoro agli uffici periferici e imposizioni di procedure complesse per gli utenti, ha disposto che il vecchio modello di certificato di sicurezza può essere rinnovato, a seguito della visita periodica, alla scadenza prevista (otto o dieci anni in caso di primo rilascio, cinque anni in caso di rinnovo successivo al primo) una sola volta per ulteriori cinque anni, apponendovi la seguente dicitura: “A seguito della visita periodica effettuata all’unità nel porto di___________con esito ____________ si rilascia attestazione di idoneità n. _________, ai sensi dell’art. 50, comma 5, del decreto ministeriale 29.7.2008, n. 146. Il presente certificato è valido fino al __________ Luogo________ li__________ (Firma del rappresentante legale) Timbro Organismo Tecnico” Alla scadenza dell’ulteriore visita, il certificato deve essere sostituito con il nuovo modello.

PROMEMORIA PER VISITE

Per tutte le imbarcazioni

• Verifica di carena con verifica di eventuali danneggiamenti. Controllo manuale dei laschi di asse portaelica e timone, controllo delle strutture in carena (bulbo, flap, cavalletti, strutture dei passascafo della poppa, scarichi fuoribordo e prese a mare).
• Verifica interna alle strutture (per quanto possibile sollevando i paglioli del fondo), al dritto di prora, allo specchio di poppa, ai basamenti del motore e invertitore, alle strutture del timone. Prova manuale di resistenza delle prese a mare e scarichi, prova della chiusura.
• Verifica della targhetta di riconoscimento del motore, controllo della linea dei gas di scarico, controllo visivo della linea d’asse  del passascafo, controllo visivo della linea di raffreddamento.
• Prova delle pompe di sentina
• Verifica visiva dell’impianto elettrico, prova del commutatore delle batterie, prova strumentazione di controllo (voltmetro, amperometro), prova fanali di navigazione. Verifica del tipo e sistemazione delle batterie.
• Verifica del numero e stato degli estintori con controllo del livello di carica.
• Verifica del sistema automatico di estinzione nel locale motori (obbligatorio per tutti i motori EB o EFB alimentati a benzina e per i motori diesel sovralimentati di potenza complessiva uguale o superiore a 500 KW quando installati su unità non marcate CE).
• Verifica dell’impianto idrico antincendio (obbligatorio per imbarcazioni di lunghezza fuori tutto superiore a metri 15)
• Verifica dell’impianto combustibile con prova di funzionamento della valvola di intercettazione (non prevista quando la linea combustibile è interamente metallica), controllo della linea di alimentazione e ritorno. Verifica dell’omologazione dei tubi non metallici di alimentazione della benzina e idoneità dei tubi di alimentazione non metallici per il gasolio
• Prova di funzionamento del sistema automatico di estrazione dei gas e contemporaneo blocco dell’avviamento del motore (obbligatorio per imbarcazioni con motori a benzina)
• Verifica dell’impianto gas di cucina con data di scadenza della tubazione in gomma e del funzionamento della valvola di intercettazione. Posizione della bombola
• Verifica della tenuta dei pulpiti, dei candelieri, delle bitte, dei passacavi. Esistenza degli scarichi d’acqua nel pozzetto. Prova del timone. Verifica della barra di emergenza (non prevista per unità con timone a barra o con doppia propulsione)
• Verifica del blocco di avviamento del motore FB con elica ingranata
• Controllo delle attrezzature e dotazioni marinaresche

Imbarcazioni a vela
Oltre a quanto previsto per tutte le imbarcazioni
• Verifica del fondo in corrispondenza dei prigionieri del bulbo
• Verifica visiva delle lande di ritenuta delle sartie, dello strallo e del paterazzo
• Verifica del piede d’albero

Imbarcazioni marcate CE
• verifica del codice di identificazione scafo (HIN) e della targhetta del costruttore
• Verifica del manuale del proprietario
• Verifica dell’alloggiamento della zattera
• Verifica dei sistemi di prevenzione dell’inquinamento
• Verifica del sistema automatico di estinzione incendio sulle imbarcazioni con motore EB o EFB a benzina o diesel di potenza uguale o superiore a 125 KW



· D.Lgs 18 Luglio 2005 n. 171
· D.M. 29 Luglio 2008 n. 146
· Allegati IX-X-XI al D.M. 146
· Circolare Ministero Infrastrutture e Trasporti 23 Febbraio 2004
· Circolare Ministero Infrastrutture e Trasporti 21 Giugno 2004
· Circolare Ministero Infrastrutture e Trasporti 11 Marzo 2009


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