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GLI ESTINTORI VANNO REVISIONATI?

Ivo Baffigi Perito Navale
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GLI ESTINTORI VANNO REVISIONATI?
Estintori: omologazioni e revisioni
Dal punto di vista della normativa applicabile, in tema di dotazioni obbligatorie di estintori ed impianti antincendio per le unità da diporto
non è facile chiarire la situazione.
Tra leggi, spesso contrastanti tra loro, regolamenti ambigui, direttive e norme tecniche che regolano la costruzione e l’uso di tali “prodotti”, la possibilità di sintesi è molto ridotta e trovano spazio le più diverse interpretazioni legislative.
Ad esempio, per quanto riguarda la revisione periodica degli estintori e l’obbligatorietà o meno di “presentarli” muniti di cartellino di validità e controllo, la questione è abbastanza dibattuta e controversa, sottolineata dalla disparità di trattamento che gli organi di polizia in mare riservano ai diportisti in navigazione lungo le nostre coste: in determinati ambiti territoriali (o, meglio, giurisdizionali) sono elevati verbali per mancata revisione degli estintori di bordo, mentre in altre “acque” questo non avviene. La stessa cosa vale per l’interpretazione al riguardo del tipo di “omologazione” dell’accessorio antincendio.
Tentiamo di riassumere le disposizioni a cui, riteniamo, sia necessario fare riferimento, in occasione dell’acquisto dell’estintore e per il suo uso e manutenzione.
Innanzitutto, salvo casi particolari, l’estintore portatile o facente parte del sistema fisso antincendio, deve essere marcato CE in conformità alla Direttiva 97/23/CE in materia di attrezzature a pressione. La marcatura CE si riferisce al “contenitore”, alla sua tenuta strutturale, nel caso (assai ordinario) che la pressione massima ammissibile sia superiore a 0,5 bar, e non alla tipologia, qualità e capacità estinguente dell’estintore.
Di conseguenza, tale “prodotto” deve essere anche corredato della dichiarazione di conformità alla citata direttiva, rilasciata dal fabbricante.
Si tenga presente che il “recipiente”, in base al decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 93, che recepisce la Direttiva 97/23/CE, e al conseguente regolamento D.M. 1° dicembre 2004, n. 329, può essere soggetto a scadenza e quindi a verifiche periodiche. E questo, per gli estintori d'incendio fissi, se la loro pressione massima ammissibile superi 10 bar (1 MPa), oppure il loro diametro interno superi 400 mm; per gli estintori portatili a polvere, a schiuma o a base d'acqua, con cartuccia di gas la cui pressione sia superiore a 18 bar (1,8 MPa).
Qui nasce il primo problema “interpretativo”.
Il regolamento D.M. 146/2008 di attuazione del Codice della nautica dispone infatti (nota all’allegato V) che “la verifica periodica degli estintori non è richiesta. Il controllo consiste nell’accertamento del buono stato di conservazione e l’indicatore di pressione, quando esiste, deve essere nella posizione di carico (zona verde)”.
Il disposto è molto chiaro e non lascia margine a dubbi: gli estintori, compresi quelli marcati CE 97/23/CE, quando usati a bordo di unità da diporto, non hanno l’obbligo di essere “revisionati”.
E’ però molto discutibile il fatto che la norma sul diporto, dettata da un decreto ministeriale, possa avere una rilevanza giuridica maggiore di una direttiva recepita nel diritto nazionale con la quale è palesemente in conflitto.
Questo anche se la regola in questione è successiva al decreto attuativo della direttiva.

Andiamo avanti e vediamo ora l’omologazione e la classificazione dell’estintore.
Per i prodotti destinati al diporto, non esiste un’approvazione specifica.
Il vecchio regolamento di sicurezza della nautica 232/94, da tempo abrogato, aveva individuato (art. 19) la necessità di stabilire le caratteristiche degli estintori e degli impianti fissi antincendio con opportuni decreti ministeriali, che però non sono mai stati emanati. E questo anche per l’entrata in vigore della Direttiva 94/25/CE riguardante la marcatura CE delle unità da diporto e dei componenti.
Attualmente, è il decreto del Ministero degli interni del 7 gennaio 2005 a dettare le “norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione di estintori portatili di incendio”, valido per tutti gli ambiti applicativi non coperti da “disposizioni” specifiche, come, il comparto della nautica.

Le norme temporalmente precedenti al decreto 2005 sono state abrogate e si è anche concluso il periodo di “moratoria” che consentiva la commercializzazione di estintori per il diporto di vecchia “generazione”.
La valutazione delle caratteristiche e delle prestazioni, nonché la classificazione degli estintori portatili di incendio, si effettua secondo quanto specificato nella norma UNI EN3/7:2004 e, per quanto riguarda la manutenzione, dalla norma UNI 9994:2003.
In sintesi, gli estintori portatili (peso non superiore a 18 kg) devono essere dichiarati dal produttore conformi al prototipo omologato, in base al decreto del Ministero degli interni 2005. Il richiamo all’omologazione è riportato sul recipiente, insieme all’anno di costruzione, numero di matricola e codice del costruttore, punzonati.
In riferimento alle norme di omologazione di cui al decreto 2005, l’estintore portatile è soggetto (UNI 9994) a controlli semestrali, revisioni e collaudi.
Ovviamente, come anche prima detto, facendo valere quanto disposto dal regolamento 146/2008 gli estintori per uso nautico risultano esenti da queste verifiche.
Da parte nostra, anche se l’estintore si presenta in buono stato di conservazione, consigliamo di procedere almeno alle revisioni periodiche, con sostituzione della carica, che hanno una cadenza più diluita nel tempo e più “accettabile”, secondo lo schema di seguito riportato:
- estintore a polvere, 36 mesi;
- ad acqua o schiuma, 18 mesi;
- a CO2, 60 mesi;
- ad idrocarburi alogenati, 72 mesi.

Con riguardo a quanto sin qui trattato, considerata l’incertezza applicativa delle norme, sarebbero auspicabili precisazioni da parte ministeriale.





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